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Come fare per richiedere un dipinto personalizzato?

 Finalmente, dopo un lungo periodo di pausa e dopo aver dovuto, a malincuore, rifiutare moltissime richieste, ho finalmente deciso come lavorerò d'ora in avanti per quanto riguarda i miei dipinti personalizzati.

 

Non è mai stato un mistero, fin dal momento in cui ho ricevuto la prima richiesta alcuni anni fa, che le uniche due cose fondamentali per me fossero:

 

1) Non dover togliere tempo prezioso alla mia famiglia e ai miei figli per dipingere ("lavorare" è un termine che non amo, in quanto mi pare tolga valore a ciò che faccio e che amo fare).

2) Non dipingere per forza, contro voglia, di fretta e non farlo se non sento che è il momento perfetto per quella precisa tela.

 

In passato ho già sperimentato come avere una "lista di attesa", e aver promesso qualcosa a qualcuno, mi crei ansia... oltre a togliermi il piacere di fare quello che faccio, sentendomi mossa unicamente dall'ispirazione del momento e dalla mia passione.  Decine e decine di nomi con misure di tele che mi osservavano dalla mia agenda riuscivano a togliermi il piacere di prendere in mano i penneli e iniziare a dedicarmi ad una tela.

 

Se c'è una cosa che ho imparato in questi anni è che così come posso iniziare e finire una tela enorme in pochi giorni quando sono ispirata e riesco a cogliere l'attimo, allo stesso modo vi sono periodi in cui non riuscirei a mettermi nemmeno su di un ciondolo di 6 cm quadrati, se manca ispirazione e serenità.

 

Quindi, tutta questa premessa per dire cosa?

Che d'ora in avanti non prenderò più ordini su richiesta, ma sarà possibile per ognuna di voi manifestare il proprio interesse di lavorare con me compilando questo Google Form; in questa maniera sarò io, in base alla mia disponibilità, all'ispirazione e alle possibilità del momento, a scegliere quando, chi e cosa dipingere. Ho incluso nel modulo una parte finale relativa a "richieste particolari", per lasciarvi libertà di inserire o chiedere qualcosa in più qualora le domande del modulo non dovessero bastare per comunicarmi ciò che volete.

 

Per qualsiasi altra domanda (che non sia "prendi ordini?") potete sempre scrivere un'email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

So bene che non è quello che tant* di voi speravano. Ma ora che posso finlmente tornare a dedicarmi a tela e pennelli, anche per Voi, sento di poterlo fare solamente avendo la libertà di assecondare ciò che la Vita mi offre, giorno per giorno.

Perchè da quando è nata la mia cucciola è un po' cosi che vivo: alla giornata, prendendo ciò che viene e sfruttandolo come posso, e facendo ben pochi programmi, in quanto le variabili con quattro figli di cui vedere (per la maggiordel tempo da sola), sono troppe per prendere impegni e fare promesse. E come ho sempre detto, e molt* di Voi hanno sempre dimostrato di comprendere, la mia famiglia viene prima di qualsiasi altra cosa... insieme a me stessa, chiaramente.

 

 

 

Perchè amo dipingere i miei soggetti ad occhi chiusi?

Questa è forse la domanda che mi è stata rivolta più spesso.

Ebbene: amo dipingere anche occhi aperti, ma forse più l'occhio in sé che non "soggetti ad occhi aperti".

Sensorialmente parlando io sono una persona estremamente visiva; gli occhi, i miei così come quelli altrui, hanno sempre avuto un'importanza enorme nella mia vita e nel mio percepito.

Parrà dunque strano che proprio io dipinga così spesso i miei soggetti ad occhi chiusi.

Ed invece un motivo c'è.

Durante un'esperienza importante vissuta anni fa con un curandero del Perù ho capito una cosa: che "vediamo" meglio ad occhi chiusi che ad occhi aperti.
Non sto parlando naturalmente di quando si è in macchina alla guida. Sto parlando piuttosto di connessione con quella parte di noi profonda ed intima, che fortemente ci condiziona a livello di sentito, emozioni e dunque reazioni.
Quella parte di noi che spesso è in disaccordo con la razionalità propria della nostra mente.

Noi raramente reagiamo in base a ciò che pensiamo: reagiamo in base a ciò che sentiamo.

Se c'è una cosa che ho imparato dalla Vita è proprio l'importanza del vivere nel Qui ed Ora, restando connessi con il proprio sentire, con il proprio centro, presenti a se stessi e a ciò che dentro di noi accade.

Perchè è proprio lì che la superficialità si sgretola... è proprio lì che troviamo ciò di cui vogliamo la nostra vita sia fatta; è proprio lì che possiamo affrontare le nostre paure ed imparare a danzarci insieme, trasformandole, migliorando noi stessi e, di conseguenza, spianando la strada a coloro che più amiamo.

Perché dipingervi quasi tutti ad occhi chiusi dunque? Perchè trovo che, quando è il cuore a parlare, tutto ciò che ci porta verso l'esterno sia un elemento di disturbo.

Chi osserva un dipinto lo fa, per forza di cose, ad occhi aperti, ma ciò che vede nelle mie tele il più delle volte non sono occhi aperti che rispondono al suo sguardo o occhi aperti che guardano altrove.

Viviamo sull'onda di una frenesia costante, presi sempre da mille cose, si arriva a sera sfiniti, si soffre e si litiga il più delle volte per questioni davvero futili.

Spesso, quando mi sento succhiare l'energia da qualcosa, io stessa mi chiedo: "Quando questa mia esperienza terrena starà volgendo al termine, quando starò per andare oltre, quali sono le cose che porterò nel cuore, quelle a cui penserò, quelle che avranno reso la mia vita degna di essere stata vissuta?" I problemi al lavoro? La litigata per dove andare in vacanza? L'insufficienza di mio figlio? Le sue rispostacce?

No. Il più delle volte nessuna delle questioni per cui mi affanno rientra tra le cose che contano davvero. E riconoscerlo mi permette di ricordare che ciò che porterò nel cuore sono davvero pochissime, preziosissime "cose".

Ed è con questo intento che io vi dipingo così. Lo faccio nella speranza che, nonostante tutti i problemi della vita quotidiana, nonostante tutte le possibili incomprensioni e i motivi di scontro all'interno di una famiglia, chi si specchia in una mia tela possa farlo vedendosi "presente a ciò che nella vita conta davvero", oltre la superficie. Amo il fatto che chi si sta osservando, o riconoscendo, in un mio dipinto possa farlo percependosi in una sorta di raccoglimento, quasi in preghiera, nella condivisione di un momento di unione ed intimità... e amo pensare che questo possa aiutarlo a riportarsi "al centro". É questo il mio intento dioingendovi, e dipingendomi così. E' un spazio sacro quello che dipingo, e gli occhi chiusi ne preservano la purezza.




A chi, con amore e dedizione, sostiene la Vita

E’ con immensa gioia che voglio condividere con voi la nascita di “Blessed”. Un’opera che, con tutto il cuore, voglio dedicare a chi (oltre a mio marito e ai miei figli) mi ha sostenuta, sia nella luce che nell’oscurità, attraverso una gravidanza difficile e impegnativa, fino al momento del culmine massimo,

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